Giovedì Santo: grembiule e pane

“Don, oggi ho fatto la Comunione tre volte. Ho fatto peccato?”

Lei, 88enne, all’attivo una vita di dedizione nella carità familiare e dispensatrice di misteri cristiani per tanti anni, come catechista. Negli ultimi vent’anni, ogni anno pellegrina in quella terra – segno di contraddizione –  che è Medjugorje. Donna dalla fede semplice, ma potente. Moderna sacerdotessa del tempio. Sempre in compagnia di Gesù.

Lei non cammina molto, le stanche gambe non glielo permettono; così, mentre gli altri pellegrini salgono la collina, lei prega e partecipa alle liturgie in Parrocchia, anche se in lingue a lei sconosciute. Non fa nulla: lei conosce la lingua dell’amore, che supera quelle degli uomini.

Nel tardo pomeriggio di quell’assolato giorno di pellegrinaggio, si rende conto che ha partecipato a ben tre S. Messe e a tutte tre ha fatto la Comunione Eucaristica.

Come un baleno però …il dubbio! Ma si può? Tre volte in un giorno?

Appena mi vede, ha bisogno di chiedermelo. Ma ho fatto peccato?

Tranquilla. Peccato è far del male. È infrangere la bellezza di un’amicizia colorata di divino. Nessun peccato. Anzi! Hai ben consolidato l’amicizia con il tuo Signore.

Non ancora contenta, ha come bisogno di giustificarsi. Non è colpa mia: è Lui che mi è passato davanti. È stato come se mi dicesse “prendimi”. Che ci posso fare? La colpa è Sua!

Stupendo! La robusta fede dei semplici.

Storia d’amore di chi ha sperimentato che Lui passa davanti e si inchina nel lavare piedi e nel donarsi come pane. Prendimi. Sono io che oggi voglio fermarmi a casa tua.

Metti i tuoi piedi in questo catino d’acqua e lasciati lavare dal Maestro. Non sono venuto per essere servito, ma per servire.

La Pasqua inizia così. Un catino e una tavola imbandita. Un grembiule e del pane. La sintesi della vita sacerdotale. Di ogni battezzato, che, innestato in Cristo, sacerdote re e profeta, diventa familiare alle cose sacre. Chiamato a maneggiare le cose di questo mondo per sacralizzarle.

Il grembiule, segno distintivo di ogni credente!

Il pane, nutrimento che spinge al dono di sé per non sentirsi mai un … sacco vuoto!

Peccato è non farsi trovare lungo la traiettoria del suo passaggio e approfittare del suo desiderio di stare con te.

Peccato è non accettare che Dio-uomo si metta in ginocchio davanti a te per lavarti i piedi, perché tu ne prenda esempio per fare altrettanto con chi incontri.

Peccato è non accettare l’invito a cena e …mangiarlo. Più ci si ciba di cose buone, più “sana” è la vita!

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