Tommaso: questione di feeling. Dita, naso, cuore.

Daiiii, non ci credo. Davvero? Non è possibile! Se non lo vedo, non ci credo. Reazione familiare a tutti, di fronte ad una desiderata ed attesa notizia. Tanto più, se arriva a dipanare timore e preoccupazione per il peggio.

Povero Tommaso. Lui aveva reagito così e poi, per mille e mille anni, l’hanno eletto monumento all’incredulità. Emblema di razionalità che aspira a schiacciare l’evidenza del mistero.

Giovanni, generoso nel regalare importanti particolari, scrive questa stupenda pagina, ricordando il soprannome di Tommaso, il “gemello”. Tommaso, chiamato Dìdimo, il gemello: di chi? A noi piace pensare fosse il gemello del Maestro.

Me l’ha sempre raccontato Enrico che quando succede qualcosa al suo fratello gemello, Luca, lui avverte una sensazione strana allo stomaco. Questione di sangue. Questione di storia d’amore.

Per il buon Tommaso, penso sia stata così. La delusione della morte dell’Amico e Maestro aveva inciso nel suo cuore una ferita profonda. Il dolore era accecante e misto a tanta paura.

Anche lui, come gli altri, si è ritrovato, all’improvviso, nel buio della notte, dove l’angoscia la fa da padrona.

Le porte erano ben chiuse, in quella casa dove erano riuniti tutti, a farsi forza a vicenda. La paura che venissero a prendere anche loro era forte. Tuttavia, nessun ostacolo riesce a fermare il Risorto. La porta resta sprangata, eppure il Maestro si fa trovare: lì, in mezzo a loro. Un raggio di luce, che riporta vigore in quella casa. Una presenza rassicurante, in mezzo a tanta incredulità.

Lui, il Risorto, sa come farsi trovare, quando serve. Sempre!

Con Lui, c’è il regalo più grande che porta la serenità e la beatitudine dell’animo: Pace a voi!

Gli occhi lo vedono, le mani lo toccano, gli orecchi lo odono; la bocca però, resta muta. Chi parla è solo Lui, il Risorto. Colui che è tornato, come aveva previsto e annunciato loro.

È nel silenzio che si fa incontrare. Non nel ripetitivo e vuoto vociare, colonna sonora di pseudo credenti e di tante fredde celebrazioni.

Nel silenzio, nasce una storia nuova. Una conversione, che ha il potere di rimuovere ammuffite esistenze con la morte del cuore, in autentiche, gioiose e vivaci storie d’amore con il Dio Vivente!

La Sua è una costante presenza, dentro le pieghe della Storia e di ogni storia. Presenza che può offrire un respiro nuovo, una speranza che diventa certezza, un’amicizia che diventa commozione intrisa di lacrime di gioia.

Il Dio, fatto uomo, che ha superato la barriera della morte, fa visita a me. Tende la Sua mano, per prendere la mia. Si fa presenza amichevole, perché da solo non sa stare. Cerca me. Non essere incredulo, ma credente. Sono io. Ricevi il mio Spirito.

La stessa possibilità che ha avuto Lui, ora ce l’hanno i suoi discepoli. Ce l’abbiamo noi. Ce l’ho io. Pace a voi! Vi abiti il mio stesso Spirito.

Tommaso manca a questo incontro. Mannaggia! Proprio lui, il gemello.

Torna e … Daiiii, non ci credo. Davvero? Non è possibile. Se non lo vedo non ci credo.

Sono bastati otto giorni e la scena si ripete.
Tutto come prima, ma questa volta il Gemello c’è!tommaso 1

E, dopo aver toccato, lancia un assist fenomenale al Risorto: beati quelli che, pur non avendo toccato e visto, hanno creduto.

La nona beatitudine: tutta per noi. Beati noi se, pur non avendo toccato quel corpo, crediamo.

Mio Signore e mio Dio.

Scusate se è poco!

Un commento

  1. Due dei miei figli praticano il basket. Nel basket le azioni sono veloci e quando i giocatori sono bravi e concentrati è bello leggere gli schemi messi in atto nella concitazione di una partita…l’azione che strappa sempre un applauso delirante tra gli spettatori ,che altri non sono se non i genitori , e’ uno scambio di palla pulito ed efficace tra due giocatori, a conclusione del qualec’è l’agognato ” canestro”! 2 punti!!belli, meritati ,apprezzati! È l’assist che si conclude bene, che va a segno!
    Mi ha colpito l’immagine del l’assist scelta da don Fabrizio per farmi arrivare dritta al cuore l’occasione nelle mie mani di fare canestro…faccio canestro ogniqualvolta il mio cuore, la mia mente , i miei pensieri , tutto il mio corpo ” sentono”potente la presenza di Gesù in me , in quel preciso momento…ne gustano l’amore e la dolcezza…
    è
    esperienza di quella pace , che è pace del cuore, della mente, dei sensi, che, sola, riesce davvero a farmi sentire viva, felice, appagata, amata…
    A volte, pero’, quel l’assist non va a segno… e mi chiedo, sconsolata, : ” perché?… perché Gesù ti sento lontano…?
    A volte ho davvero bisogno di vedere, di toccare per credere…a volte mi scopro ad esclamare rivolgendomi a lui: Ma Signore! come puoi pensare che io, qua, su sta terra con tutta questa confusione , possa continuare a credere che tu ci sei ” sempre”, da sempre e per sempre se non ti fai vedere, se non ti lasci toccare, se la tua voce non mi arriva nitida è chiara agli orecchi??
    Poi capita che ti sento, che ti percepisco …
    Allora…. Gesù … aiutami a credere sempre, sempre di più, sempre meglio….Gesù aumenta la mia fede!!

    Mi piace

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