Un’estate a suon di tradizioni

Con la fine del mese di agosto, si concludono anche tutti gli eventi legati alla tradizione cristiana della nostra Comunità.

Abbiamo iniziato ad incontrarci e fare festa a S. Maria in Visciano, a S. Pudenziana nel mese di maggio.
Attorno a questo gioiello d’arte e di misticismo, l’omonima Associazione, ha splendidamente organizzato un pomeriggio di festa agreste, come si usava nei tempi andati. Tanta gente, richiamata dal piacere degli antichi giochi popolari e dalla merenda a chilometri zero. La devozione a S. Pudenziana, ha visto una nutrita partecipazione alla S. Messa, complice un temporale arrivato senza invito, ma che ha spinto anche gli irriducibili a trovare riparo in chiesa. Al di là della battuta, è stata un’Eucaristia vissuta con un fiducioso affidarsi a questa giovane martire, entrata nella fede dei semplici, come modello e patrocinante di tanti desideri di bene. Le nubi e la pioggia, non hanno intaccato, forse accentuato, la devozione a questo venerato luogo. Se pioggia è benedizione, siamo stati benedetti in abbondanza.
E benedetta è la “magia” di questa stupenda chiesetta che da un millennio è sempre lì a far bella mostra di sé parlando di storia umana e celestiale, che unisce la terra a cielo.
Santa Pudenziana, prega per noi.

A giugno, i protagonisti della tradizione sacra, sono stati gli abitanti di Borgaria, legati al culto di San Feliciano.
La ben partecipata Celebrazione alla Messa, ha conosciuto il “tutto esaurito” che in questa chiesa e in questo angolo di mondo, negli ultimi tempi è un fatto raro.
La suggestiva chiesa senza volto (facciata), ancorata alla roccia, vertice dell’antico nobile centro abitato, è stata rivestita a festa e ha fatto risuonare le solenni semplici preghiere della tradizione. I molti accorsi, hanno mosso i piedi, dopo la S. Messa, in una ben organizzata processione fino al cimitero, animati dai suoni della banda musicale. Nel “dormitorio pubblico” riposano le spoglie di quanti sono stati, presenze vive di un passato che non esiste più. Pregare per loro e con loro è stato un sperimentare la “comunione dei santi”.
La festa è proseguita nel consumare un abbondante rinfresco e nel piacere della compagnia, dove anche molte persone oriunde del posto o ospiti, hanno ritrovato il piacere della familiarità.
San Feliciano, prega per noi.

La parte del leone l’ha fatta sicuramente la “Festa patronale di Sant’Azio” a Taizzano. Un “esercito” di volontari, piccoli e grandi, famiglie intere, dai nipoti ai nonni, non hanno lesinato di spendere le migliori energie, per favorire l‘abbondante offerta di proposte, promosse dalla Parrocchia e dall’Associazione “Il Giglio”, in collaborazione agli amici de “Il Campetto”.
Alla riuscita della festa, ha contribuito la nuova tensostruttura posta accanto al “campetto”, il vero e proprio giardino e piazza del paese.
A gratificare il lavoro dei volontari, sono stati anche i numerosi feedback positivi ricevuti da molte parti. Grande soddisfazione, per chi in piena estate, si mette a disposizione della collettività, offrendo ottimi piatti dell’antica tradizione taizzanese, la possibilità di ballare piacevolmente o anche solo di gustare gli occhi scambiando qualche chiacchiera.
Al centro dei giorni di festa, si è collocata la festa liturgica del 1 agosto. La solenne Processione notturna, numerosa, raccolta, ben partecipata, curata nelle preghiere, nei canti e nei suoni della banda, ha fatto entrare simbolicamente nelle case della Parrocchia, la presenza di questo misterioso Santo posto a patrono del nostro Centro.
Bravi tutti coloro che hanno collaborato e che l’ultima sera, con gli occhi puntati al cielo, durante il bel spettacolo pirotecnico, hanno sospirato nella gratificazione del successo ottenuto.
Ad impreziosire la festa, è stata anche la solidarietà manifestata a favore di Giovanni, un bambino malato di SMA che abbisogna di un camper per i suoi spostamenti con gli apparecchi che lo tengono in vita.
Orgoglio di questa nostra piccola realtà è l’affiatata squadra di volontari e la tensostruttura per la quale stiamo operando affinché resti a disposizione di tanti momenti comunitari, tutto l’anno.
Sant’Azio, prega per noi.

Il sabato dopo la Solennità dell’Assunta, a Treie abbiamo celebrato la festa della “Madonna delle Treie”. È stata Maria, la mamma di Gesù ha farci chiudere in bellezza le feste estive. Qui la dolcissima immagine di Maria è onorata da secoli in un affresco che ormai risente il peso degli anni e per il quale urgono interventi di restauro.
La preziosa piccola chiesa di Treie, custodita per molti anni dall’indimenticabile Oliva, è ora curata dagli abitanti della borgata, che in un sinergico operare di squadra, la rendono sempre bella, pulita e soprattutto impreziosita da fiori e abbellimenti sia all’interno che all’esterno.
Dopo la S. Messa, abbiamo pregato durante una suggestiva processione notturna, dove il pullulare delle fiammelle e dei girasoli si è mescolato con le preghiere innalzate a Maria, mentre il simulacro della Madonna, portato (come da tradizione) dalle donne, passava per le vie della borgata. Simbolicamente è come se Maria fosse entrata nella casa di ciascuno, sia del cuore, che della vita quotidiana, a confermare la sua dolce, sicura e materna presenza.
Maria, Madonna delle Treie, prega per noi.

Bravi e grazie agli abitanti di Treie e a chi collabora per la gestione della chiesa, posta lungo la strada che molti percorrono e che custodisce l’Eucaristia, presenza di Gesù dentro la vita quotidiana.
Bravi e grazie agli amici de “il Giglio” e ai volontari della Parrocchia e del Campetto, per il loro rendere piacevole la vita a Taizzano, non solo durante la festa patronale, ma anche durante tutto l’anno.
Bravi gli abitanti di Borgaria che, pur rimasti in pochi, animano la bella borgata posta sul monte, testimonianza di vestigia antiche.
Bravi e grazie agli amici dell’Associazione culturale di S. Pudenziana, per il loro prodigarsi a far sì che lo scrigno prezioso che la storia ci ha regalato, possa essere ammirato, vissuto e amato, da molti.

Quattro momenti, quattro borgate, quattro gruppi di persone generose, che creano un’unica Comunità Parrocchiale. Unica realtà di cristiani, che non perdono occasione per ravvivare la fede trasmessa, anche attraverso le antiche tradizioni che nobilitano la vita degli uomini di oggi.

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