Dici questo da te?

Non ho mai capito come faccia a reggere ancora il titolo della festa che pone fine all’anno liturgico: Cristo, Re dell’Universo.
A “universo” mi vien facile associare l’immagine di una slanciata miss.
Ma quella di un uomo messo in croce, con il corpo sventrato dalla furia cattiva degli uomini mi riesce difficile.
Miss universo: sì. Re dell’universo: mah!

Eppure, siamo ancora qui a dare voce a quel “povero cristo” giunto dalla periferica Nazareth e barbaramente fatto fuori a Gerusalemme.

Gesù, il personaggio più conosciuto al mondo. Colui che senza proferire verbo ha indotto gli uomini a dividere i tempi in un “prima” e un “dopo” di lui.
Gesù, il giovane affascinante venuto al mondo nell’illegalità, accolto da un padre fuori dalla legge.
Gesù, il creativo e innovativo visionario che dà corpo e voce a quel Dio, del quale lui stesso è essenza.
Gesù, in nome del quale prende inizio il tempo nuovo del comunicarsi di quel Dio creatore e Padre, un po’ lontano e misterioso.
Gesù, colui che taglia il nastro di quel limite che mai l’uomo ha saputo e potuto infrangere: la barriera della morte. Colui che ne esce vivo e desidera trascinare tutti con lui.
Gesù, presenza fluida, rigenerante e bella, nei rivoli spesso stantii del suo nuovo corpo, la Chiesa.
Gesù, colui che unisce la terra al cielo, trasformando tutto in una domestica e affettuosa relazione carica di speranza certa.
Gesù, l’uomo più indifeso, povero e osteggiato, eppur potente e forte perché libero da ciò che in terra incatena l’essere umano.
Gesù, quello che si è scelto un trono non proprio comodo per affermare la sua regale maestà, una croce.
Gesù, che sfida ogni incomprensione, cattiveria, ostilità e risponde con la potenza del sorriso disarmante della bontà.
Gesù, per il quale ancora oggi, in molti, decidono di giocarsi l’unica carta della vita, nel suo nome.
Gesù, la bellezza divina fattasi uomo. Colui che racchiude in sé ogni “istante” di Dio.
Gesù, vero uomo e vero Dio. Nato dalla giovane Maria e che in Giuseppe ha trovato casa.
Gesù, colui che non ha paura della verità degli uomini, perché la Verità è lui!

Gesù, indagato, accusato, legato e maltrattato, ormai senza fiato, in quella lunga e tragica notte del buio, di fronte al suo giudice, Pilato, spiana la strada alla Verità.
Smaschera il suo e i suoi accusatori “Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?“.
Come dire, oggi, “è quello che pensi tu o altri te l’hanno detto?”. Lo pensi tu o l’hai letto da qualche parte? È pensiero tuo o di qualche fake letta qua e là? Mai pensato di cercare davvero la verità, senza affittare il cervello a nessuno?

Ma, almeno, hai provato a conoscermi un po’?

Ogni giorno c’è la possibilità di rifarsi. Lui è sempre pronto a farci ripartire.

Povero uomo quello che si inebria nel rincorrere, inappagato, le miss di passaggio.
Felice colui che si accorge che la Bellezza e la Verità la offre ancora il “Mister” dell’universo. L’eternamente giovane e bello, Cristo re dell’universo.

Buona solennità a tutti
d.EffeBi

Dal Vangelo secondo Giovanni18,33b-37.
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Tu sei il re dei Giudei?».
Gesù rispose: «Dici questo da te oppure altri te l’hanno detto sul mio conto?».
Pilato rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

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