PASQUA ’19. Credo la Chiesa, una!

Gli auguri del parroco ai cristiani della Comunità Parrocchiale

“Credo la CHIESA, una, santa, cattolica e apostolica”

Questo è uno dei cardini della nostra professione di fede che settimanalmente e coralmente proclamiamo. Tutto questo nasce dalla Pasqua! Si, quando Gesù abbandona misteriosamente la tomba dove il suo cadavere era stato messo dopo la tragica morte inchiodato nelle robuste traverse di legno a forma di croce con un corpo sanguinante e martoriato da una tremenda fustigazione.

Quel corpo non c’è più. Le donne, corse al sepolcro di buon mattino per garantire la tradizione di ungere il corpo dei morti, non lo trovano. Lui non era lì, ma nell’interezza del suo essere, era tornato in vita. Aveva tenuto per sé solo alcuni segni distintivi, i segni dei chiodi.

Con i chiodi si fanno tante cose e si affermano tanti detti. “Piantare il chiodo” per esempio, che è sinonimo di cocciutaggine, quella che spesso ci impedisce di vivere accogliendo le novità della vita.

Forse è un po’ così anche oggi per molti cristiani, ostinatamente ancorati a pratiche religiose desuete, asfittiche e anacronistiche. Forse è così per molti che pensano che vita cristiana sia rigorosa osservanza di leggi e abitudini degli uomini, che ormai non hanno nulla da dire perché non sono queste le strade scelte dal Risorto per farsi incontrare. Forse è questo quello che manca ad alcuni: credere! Credere che il Risorto ha sempre qualcosa di nuovo da comunicare e non è un osservante di ritualità passate, ma fantasioso e creativo animatore di vita sempre rinnovata e nuova.

Qualcuno afferma che la Chiesa è morta. Spiace per loro, ma non può essere così, ce lo garantisce il suo Fondatore: “le porte degli inferi non prevarranno su di essa”!
A morire forse è “questa” Chiesa. Quella privata di ossigeno da quanti vivono e crescono con il passo dei gamberi. È la chiesa delle norme e delle regole che è morta, quella delle abitudini e delle tradizioni dalla “t” minuscola. Quelle che non si sono arricchite di novità, ma stanno lì a garantire una generica osservanza religiosa. È morta la chiesa di quanti non hanno ancora capito che essa non è una semplice organizzazione fatta da mano d’uomo. Ha bisogno, sì, di organizzarsi, ma guai a pensare che essa sia il frutto di volontà umana.

La Chiesa che vive è quella dei credenti nel Risorto. Di quanti guardano avanti con ottimismo e speranza. Di coloro che vanno al di là della croce. Di quanti entrano nel sepolcro delle loro morti perché sanno che lì trovano l’agognata risposta a tanti desideri e, soprattutto, trovano l’energia per andare oltre.

Chiesa è cristianesimo. Chiesa è Cristo. E oggi più che mai, Gesù il Risorto viene a ricordarci che costruendosi “chiese” a proprio uso e consumo, l’uomo non va da nessuna parte. Chi si cuce addosso una fede fatta su misura, incurante del Vangelo, non potrà mai scoprire la fragranza e la freschezza di un comunicarsi del Risorto. La Chiesa è Gesù! Non è la gara a chi è più bravo. Non è lo stilare la graduatoria di chi merita e chi no. Non è riesumazione di ataviche nostalgie di ciò che non torna. Chiesa è incontro, è relazione e accoglienza.

Ai suoi, quindi anche a noi, Gesù indica la strada, quando ricorda che è “in Galilea che li aspetta”.
I suoi amici, il Risorto, li attenda nella vita della quotidianità e si fa trovare quando sono insieme. Ce lo ricordano anche i testi sacri che leggeremo in questo tempo pasquale.

Ecco la Chiesa: battezzati che si trovano bene nello stare insieme al Maestro, che quando sono riuniti nel suo nome, si fa incontrare.

Ecco la Pasqua! “Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche!Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia…” (Is 43,18-19) 

In un tempo di disaffezione per le cose di Dio, tempo anche dell’egoismo religioso, tempo in cui abbiamo ridotto la Chiesa a “sacramentificio” o trasformata in “agenzia di servizi pretesi”… Ebbene, è in questo tempo che il Risorto torna a ricordarci che forse siamo più nell’alveo della deriva che in quello che riceve acqua e vita nuova, che danno ristoro e allargano i polmoni dell’anima.

Sinceramente mi disturbano i “pseudo cristiani” che vantano solo pretese di servizi, ma non fanno un passo avanti nel vincere la pigrizia o l’ipocrisia di sentirsi bastanti a loro stessi e di unirsi al coro di coloro che ogni domenica invocano e chiedono perdono per almeno cinque volte, prima di potersi incontrare e lasciarsi abbracciare dal Dio della Vita. Il Risorto!

Coraggio. Non abbiate paura. Non abbiate “paura della paura” di essere partecipi.

Non temete! Colui che cercate non vive nel regno dei morti ma in quello dei vivi. Si fa trovare anche oggi nell’ambito di una Comunità riunita nel suo nome, per essere presi per mano e ancorati al Bene, che significa far entrare nei polmoni della vita terrena, il respiro del cielo!

Il Risorto ci invita a credere, ma soprattutto a vivificare “una” Chiesa e non ciascuno la propria.

Ed è rasserenante sapere che il Signore Gesù, ama ed é presente anche nella nostra piccola, divisa e diffusa Comunità di TaizzanoBorgariaTreieVisciano (forse dovremmo chiamarla così per capire che è una sola). Ci consola e incoraggia sapere che ci aspetta sempre, che non guarda il trascorso, ma tende la mano per riprendere il cammino in una sempre nuova e vivificante storia d’amore.

Buona Pasqua di ritrovata novità!

d. Fabrizio Bagnara, parroco p.t.

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